Oggi la cultura riesce a conoscere, pur nei ruderi, la storia di un Monastero o di un Monachesimo che ne sia l’espressione. E’ stata proprio la cultura che ha promosso la civiltà, pur con tante difficoltà e contraddizioni. C’è stato mille anni fa il vicendevole contributo della Chiesa alla cultura di Lucania.
Riferendoci al Monastero di S. Elia di Carbone , rileviamo che dai ruderi del Cenobio sono rimaste poche pietre, di cui però si può cogliere il loro linguaggio.
Il monastero fu fondato alla fine del X secolo da S. Luca D’Armento, un monaco siculo – greco discepolo di S. Saba. La specificità del Cenobio di S: Elia consiste nel fatto che esso è l’immagine più fedele delle vicende del Monachesimo italo – greco nel Mezzogiorno d’Italia. Il Monastero visse il suo momento di prosperità intorno al 1059, quando divenne il centro monastico più importante del Latinion (una provincia monastica ). Distrutto da un incendio nel 1432, venne declessato in Commenda nel 1477.