Tra coloro che hanno rivoluzionato la conoscenza spicca la figura di don Lorenzo Milani, il prete di Barbiana. Nato il 27maggio 1923, fu un sacerdote scomodo. Egli organizzò una Scuola, avvalendosi di una pedagogia e didattica fortemente innovative. La scuola del prete di Barbiana aveva una rigida disciplina. I ragazzi, finita la giornata di lavoro, andavano a scuola, pulivano ,tenevano in ordine le proprie stanze e poi seguivano le lezioni. Nell’aula non c’era il Crocifisso, perchè la scuola doveva essere rigorosamente laica. Per chi voleva avvicinarsi alla dottrina cattolica, aveva la possibilità di frequentare La Canonica, dove don Milani teneva lezioni di catechismo. I due ambiti erano tenuti distinti.
Il Nostro era rigoroso oltre ogni limite. Non era affatto un prete accomodante. Non coltivava amicizie convenzionali. Le sue relazioni erano sempre in funzione del suo disegno pastorale.
A quasi 60 anni dalla pubblicazione di ” Lettera ad una professoressa ” cosa resta della lezione di don Lorenzo Milani ? A parole tutto il bene possibile. Serve però una didattica innovativa, una capacità di ” saper leggere ” i tempi. Oggi don Milani può essere onorato dando spazio al suo apostolato rivolto ad educare ad un nuovo umanesimo, senza revisionismi della storia . L’unica rivoluzione possibile è quella che si combatte con le armi della conoscenza, della cultura e della partecipazione.