LE IMPRESSIONI DI ANTICHI VIAGGIATORI NEL LORO CAMMINO LUNGO LE NOSTRE STRADE

Nl 1826 antichi viaggiatori percorrono in lungo e largo le nostre strade. Non si tratta di  una semplice passeggiata, ma di un viaggio organizzato per studiare le caratteristiche del territorio.

Lungo il percorso essi incontrano acquitrini, ponticelli di legno poco rassicuranti, terreni impraticabili. Questi viaggiatori sono esploratori della natura che documentano tutto che osservano. Percorrono con difficoltà le 10 miglia di strada da Lagonegro a Lauria, forse le peggiori del loro lungo viaggio. Questo tratto di strada era del tutto dissestato, a causa delle piovane che precipitavano dai monti vicini per finire nel torrente Torbido.

Notarono che al di là di Lagonegro non vi erano colonnette miliari, ciò impediva di calcolare le distanze. Osservarono che le contadine del luogo erano molestate dal gozzo (cannavozza), malattia endemica a quei tempi dei paesi umidi e freddi.

Giunti a Lauria, trovarono alla periferia mediocri abitazioni e diverse botteghe al centro, dove alla rinfusa si vendevano merci di o9ni genere, vino e altri prodotti, tra i quali il vetriolo verde, di cui si faceva allora gran consumo per la tinta dei panni. Questa tonalità di colore si accordava con l’aspetto bruno delle terre, dei monti e delle acque di quei  luoghi, di cui concorreva ad accrescere la tristezza. Apprezzarono la locanda di Lauria, la migliore tra quelle incontrate. Essa era ornata di carte al soffitto e di vetri alle finestre, oggetti rarissimi a quei tempi.

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