L’ARTE IN BASILICATA: ARTE LOCALE O IMPORTATA ?

La forte spinta che il Rinascimento ha dato all’arte sembra non interessare la Basilicata, dove nelle varie espressioni artistiche prevale il gusto gotico, spesso rielaborato da schemi durazzeschi o catalani. Si può a ragione parlare di arte importata.

Dal Quattrocento in poi, escludendo alcune opere realizzate da artisti locali, come Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa e Pietro Antonio Ferro in Basilicata le tendenze artistiche sono riferibili a Scuole extraregionali, soprattutto dell’area napoletana, le cui manifestazioni si osservano a Venosa, Matera e Latronico. Notevoli sono anche gli influssi delle Scuole toscana e veneta. Le opere conservate nelle Chiese di Calciano, Matera, Miglionico, Potenza e Senise ne sono la testimonianza.

A ben vedere, vi è contiguità e somiglianza fra il Lagonegrese e la Lucania salernitana con la forte presenza di manufatti e artisti campani. Accanto alle opere importate, notevole è il peso dell’artigianato artistico, testimoniato dagli splendidi Cori lignei di Lauria (Chiesa di S. Giacomo, di Senise (Chiesa di S. Francesco e dalla cattedrale di Matera o dagli oggetti di rame prodotti dai calderari di Rivello. Si tratta di forme d’arte che offrono ” la misura e il senso dell’immediata originalità e aderenza alla realtà lucana “. Anche il Barocco, soprattutto verso la fine del secolo XVIII, ha in Basilicata presenze notevoli, che indicano come tale periodo rappresenti per la Regione una fase di rilevante risveglio socio – culturale.

Documenti d’arte che esprimono il gusto di una realtà culturale, a volte mutuato da dimensioni espressive medievali, sono infine i ricchi organi e gli altari lignei custoditi nelle varie Chiese. Essi  costituiscono testimonianze di arte barocca in gran parte da riscoprire. Il periodo più recente si articola anche in Basilicata nell’eccletismo culturale, che non giunge al Neoclassico se non a Potenza, nell’architettura ufficiale sia sacra che profana.

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