Le croci lucane, tutte di antica fattura, spesso ripetitive per caratteri iconografici, sono differenti per alcuni particolari decorativi e la presenza di figure devozionali. Hanno una qualità levata e risalgono alla fine del Cinquecento e alla prima decade del secolo successivo. In questo gruppo la più antica è la Croce della Chiesa di Sant’Antonio di Acerenza. Reca il punzone di Vincenzo Longo, attivo tra il 1560 e il 1580.
La Croce più significativa è quella conservata nel Santuario diocesano del Beato Domenico Lentini a Lauria Superiore. Sulla coda del pellicano mistico di questo autentico capolavoro è incisa la data 1583. Si tratta di unodegli esemplari più belli tra quelli ritrovati, tutti stilisticamente simili, al punto da attribuirne la paternità ad un’unica bottega (Ruotolo). Il montante della croce argentea di Lauria termina con il nido a canestro del pellicano, in parte realizzato in argento cesellato e in parte tessuto a filo d’argento liscio e ritorto. Molto raffinata è la scultura del Cristo passo a fusione, con barba e capelli dorati, il cui nudo si allunga languido e flessuoso, secondo i modelli della pittura devozionale tardo – manierista di fine Cinquecento. Gli corrisponde in oiedi su una mensola la figura di S. nicola, benedicente in abiti vescovili, con a fianco Adeodato. L’alta qualità dell’esemplare si riassume nel volto, caratterizzato da grandi occhinagranati e nel ricco corredo dei capelli e della barba , raccolti in piccole ciocche vivacemente mosse.