Del Monastero italo – greco di S. Filippo non rimane alcuna traccia, ma è innegabile il suo importante ruolo nell’ambito della rete dei Monasteri che affollarono le eparchie monastiche del Mercurion, del Latinanion e di Lagonegro. La sua esistenza è confermata da autorevoli studi, ma fa riflettere il mistero della sua scomparsa, di cui parleremo più avanti. Il Cenobio sorse nella contrada omonima, quasi ai piedi del monte Messina . I ripidi versanti, le rocce a strapiombo dell’altura non scoraggiarono i santi monaci bizantini a insediarsi nel luogo da essi prescelto. La predetta area, pur così difficile e inospitale, offriva loro una tranquillità assoluta e garanzia di sicurezza, essendo protetta da invalicabili barriere naturali.
Si possono ricostruire a grandi linee le vicende storiche del Monastero in esame, pur con i limiti imposti dalla mancanza di documentazione. Oggi infatti si è in grado di valutare meglio la storia di questa comunità monastica, collocandola nell’amito di quel proselitismo religioso che nei secoli IX e X interessò il mondo bizantino, e in particolare alcune regioni del Mezzogiorno d’Italia. Le origini basiliano del Monastero sono confermate da fonti attendibili e aggiornate. Da esso dipendeva Bosco di Basilicata(l’odierna Nemoli), allora villaggio di Rivello. Il cenobio ” nellenatiche origini basiliane si dice deserto nel secolo XV. Altre fonti ricordano che l’Eremo di S. Elia a Lauria fu antico possesso di un Cenobio di S. filippo che potrebbe identificarsi con quello fondato da S. Saba il Giovane, stabilitosi nel Mercurion con i monaci Cristoforo e Macario.
ùCome abbiamo anicipato, il mitico Monastero, dopo ben 4 secoli di attività, scomparve misteriosamente. Non c’è dato sapere le ragioni dela sua comparsa, forse imputabili a situazioni eccezionali, di cui non ci è giunta notizia. E’ comunque sorprendente che una grande e solida struttura monastica si sia dissolta nel nulla.