Percorrendo le strade della Basilicata, si scorgono ovunque antichi castelli, alcuni in buon stato di conservazione, altri in rovina. La maggior parte di essi furono eretti dai Normanni, grandi costruttori di castelli..
Queste fortificazioni testimoniano un grande passato ed evocano vicende, spesso oscure e misteriose. E’ il caso del Castello sommitale di Lauria, detto ” Di Ruggiero “, avvolto in una impenetrabile aria di mistero, sia per il luogo solitario in cui sorge che per le tenebrose vicende di coloro che l’abitavano.
Il colpo mortale al maniero fu inferto nel 1806 dalle truppe francesi del generale Massena che incendiarono il castello, in risposta alle presunte provocazioni dei Laurioti e dei loro sobillatori.
Far luce sulla storia e le vicende del fortilizio non è facile, per mancanza di fonti attendibili e documentate. Quel poco che si sa del Castello è legato spesso a leggende che non trovano alcuna conferma. Il maniero , come ipotizzano li studiosi, è stato l’elemento generatore del nucleo originario di Lauria. Esso risale al basso Medioevo. Una finestra ad arco ogivale e una sovrastante nicchia ad analoga volta confermerebbero una frequenza, se non una fondazione risalente ad età gotica. All’interno frammenti di tegole inglobati nella struttura farebbero supporre un successivo restauro, attuato in età longobarda.
Sul Castello sono fiorite nei secoli numerose vicende. Si narra di un tesoro nascosto in un profondo recesso, di fatti sanguinosi e di terribili crimini. Si afferma anche che il castello era una centrale di spionaggio , frequentata dalle ragazze del luogo destinate a diventare delle temibili spie.