A LAURIA UN PATRIMONIO STORICO – ARTISTICO CHE NON TEME CONFRONTI

Quando si parla di arte  relativa ad una qualsiasi comunità, ci si chiede se si tratta di arte locale o importata. Nel caso di Lauria le maggiori espressioni artistiche risentono degli influssi provenienti dalle regioni vicine. La Campania, e soprattutto Napoli hanno influenzato l’arte del luogo.

A Lauria sono presenti opere d’arte di grande interesse, custodite per lo più nei luoghi di culto. Prime fra tutte,  è il coro ligneo della Chiesa di S. Giacomo, di tarde forme rinascimentali. Il capolavoro, risalente al 1554, è opera di artigiani locali, grandi maestri nell’arte dell’intaglio. Il pregevole coro, ” finemente e riccamente intagliato “,  è stato oggetto nel secolo XVIII di variazioni e integrazioni, che lo hanno ulteriormente abbellito.

Anche la Croce argentea conservata nella Chiesa di S. Nicola, ora santuario diocesano del Beato Lentini, è un autentica opera d’arte. Ben articolata nella sua struttura, è una delle croci più antiche della Basilicata. Analizziamola nei particolari. Sulla coda del pellicano mistico è incisa la data 1583. Il montante termina con il nido a canestro del volatile, in parte realizzato in argento cesellato e in parte tessuto a filo d’argento, liscio e ritorto.

Un’altra eccezionale opera d’arte è conservata nella Chiesa conventuale dei Cappuccini. Si tratta del Polittico dell’Immacolata, risalente al 1627, che è collocata sull’altare maggiore della Chiesa citata. L’opera, attribuita a Ippolito Borghese, ricalca le caratteristiche  delle pale d’altare tradizionali con una impostazione a scomparti. E ‘composta infatti da sei dipinti. Al centro raffigura, come abbiamo anticipato,l ‘Immacolata con il seguito degli angeli; ai lati, figure di Santi, S. Luca e S. Carlo Borromeo a destra, S. Antonio e S. Matteo a sinistra. L’immagine di quest’ultimo è ravvivata da intensi colpi di luce che modellano plasticamente la figura del Santo.

Il dipinto, recuperato da strati di ripinture, evidenzia il trattamento luministico e una accentuata morbidezza cromatica di Ippolito Borghese.

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